‘Il mondo non è grande abbastanza per me e un Picasso’, lasciò scritto John William Godward (1861-1922) in una nota rinvenuta nel 1922 in occasione del suo suicidio. La geometria volumetrica di certe ‘bizzarrie cubiste’, la rigida e netta scomposizione delle figure in spigoli e tangenti, devono avere indignato il pittore neoclassico al punto da spegnere in lui il desiderio di dipingere. Non oso immaginare la reazione di Godward in risposta all’Espressionismo o alle opere dell’indisciplinato ‘nipote’ Basquiat, la pecora nera della famiglia, quel drogato malato di mente. ‘Ah, i giovani. Sono finiti i tempi di una volta’.
Vero. Nel 1922 la Belle Epoque è già finita da un pezzo e la Guernica si configura come il quadro che meglio rappresenta un lungo periodo di conflitti civili culminato nella seconda guerra mondiale e destinato a durare fino ai giorni nostri.
Credo la nota di Godward interessante perchè mette in discussione molti dei principi su cui ruotano buona parte delle considerazioni sull’arte e sul concetto di bellezza. Splendor veritatis, armonia, o mera rappresentazione della realtà?
La fotografia (a esclusione di quella concettuale, surrealista e manipolata digitalmente) offre una visione della realtà scevra di finzioni e ‘artefatti’. Tuttavia la fotografia rimanda esclusivamente alla prospettiva di chi guarda all’obiettivo e scatta la foto, dunque a una visione particolareggiata della realtà. Nelle arti la realtà è un ‘fatto’ soggettivo, una ‘questione’ personale. Idealismo e soggettivismo?
Fra tutti un quadro di John William Godward mi piace particolarmente. Si intitola Sweet Nothings, ovvero Dolce far niente.
In questo quadro la realtà è un sogno. Un giardino di orchidee in fiore, fontane gorgoglianti, dolcissimi usignoli cinguettanti. Col favore degli dei, vien voglia di chiudere gli occhi e immaginarsi perduti nella tranquillità di un mattino romano, neo classico, soleggiato, all’ombra di un ciliegio, con in mano un libro e ore e ore a disposizione per scrivere, studiare, cucinare, mangiare, dipingere. Niente traffico, smog, scadenze, invasioni aliene, complotti marziani, catastrofi naturali, guerre atomiche, attentati militari. Per certi versi un paradiso e una noia. Una noia paradisiaca di improbabile realizzazione.
La realtà è che se non mi decido a darmi una mossa finirò per fare tardi a lavoro ed essere licenziata. Allora si, sarà Guernica.



Did you great grandmother model for Godward, Laura? I see a similarity in the way she looks out at the world.
Amused, by slightly disdainful. Impatient with the stupidities.
especially impatient with the stupidities
we are alike in many ways