On Memories

Ecco, si. Adesso che ascolto Trenet mi spiace si non avere un amore perduto a cui dedicare questo pezzo da strimpellare malinconicamente davanti a un portone chiuso. A rimanere sarebbe il ricordo di avere imparato a suonare la chitarra appositamente per riconquistarlo.

24 Settembre

E’ fatta. Persefone si è ricongiunta ad Ade, dio degli Inferi, e non c’è niente che Demetra, madre addolorata, possa fare. Tutti gli autunni la stessa storia. Seguirà un inverno di ansiolitici e barbiturici, endovene di camomilla, pasticche di valeriana. Tanto strepitio, tanti piagnistei, la discografia dei Joy Division tutto il giorno in refrain. Sedotta dal piffero di Ade, per sei mesi Persefone dovrà assolvere i doveri che una Regina delle Tenebre è chiamata a rispettare in cambio del trono. Che le piaccia o no.
Qualcosa però mi fa credere che in fondo, pur non volendolo ammettere, tutto questo non le dispiace affatto. A Persefone non dispiace indulgere nella malinconia; non dispiace il sapore di cioccolato amaro che ha la solitudine; non dispiace la madre abbia dovuto compiere grandi peripezie, pur di riabbracciarla. A Persefone non dispiace starsene nell’oltretomba, sapersi vittima del bello e tenebroso, rassegnata al proprio destino. C’è in lei una debolezza di carattere che da principio si è manifestata nell’accettare i chicchi di melograno che Ade astutamente le ha offerto in dono, e poi si è realizzata nel sopportare la propria condizione in attesa di un intervento risolutivo tale da prescindere l’esercizio della propria volontà. Esasperato dalle insistenze di Demetra, Zeus si adopera in fine perchè Persefone possa stare al fianco della madre almeno per 6 mesi l’anno. Questo l’accordo con Ade preso da allora.
Tutto bene, quando è bene. Del resto, contenta lei, contenti noi tutti una volta ritornata la primavera

A Sunday Kind Of Mood

‘Verso il gaudio e il godimento.’ Così dicono le stelle di Marco Pesatori nell’oroscopo del cancro di questa domenica. ‘Si placano gli affanni, svaniscono i pensieri, non sono impossibili i cento desideri, state meglio di ieri e dell’altro ieri.  Ineffabili. Subconscie ma anche coscientissime. Tanto chic, quando vi presentate con quell’innocenza lunare.’ Oh la la. Tempo di tirare fuori dall’armadio quel tubino galattico che ci dona tanto e andare a teatro, pollastrelle. Venerdì vi porto tutte a vedere Molto rumore per nulla.

05 Agosto

Certo potevate dirmi che i Buzzcocks sarebbero venuti a suonare a Roma. Io ho saputo del concerto soltanto un paio di giorni fa. Non che mi facciano impazzire ma non mi sarebbe spiaciuto andare.
Niente male piuttosto questo pezzo dei Delta 5 che ho appena scoperto. Triangle.

High Roads

In quale vita passata ho parcheggiato la mia 500 blu quando in radio parte un disco di William Bell e a me viene voglia di guidarla a finestrino aperto per le strade di campagna