Back In Black

Se ha senso spendere una fortuna in unguenti anti-age quando basta ascoltare un disco degli AC/DC per ringiovanire di una decina d’anni e trascorrere il resto della serata a pianificare la fuga perfetta. Come ai vecchi tempi.

Forget the hearse ’cause I’ll never die
I got nine lives
Cats eyes
Usin’ every one of them and running wild

Night Thoughts

Ispirato alla poetica di William Blake, A Vision in Blakelight, album composto da John Zorn nel 2012, è un caleidoscopio attraverso il quale è necessario guardare a occhi chiusi se si vuole scorgervi dentro il riflesso delle proprie emozioni.

Good Morning Heartache

Dicesi mal d’amore e per curarlo occorrono soltanto poche gocce di atarassia diluite in un bicchiere di assenzio da consumarsi preferibilmente tutte le mattine a stomaco vuoto. Fino all’auspicata guarigione.

26 Marzo

Sfogliare le pagine di una qualsiasi rivista letteraria italiana è frustrante e la polemica sempre la solita. Pare non esistono più gli scrittori di una volta, gli intellettuali di una volta. La critica letteraria nostrana ha nostalgia del romanzo borghese e anti-borghese, dei tempi in cui imperava un padre/padrone contro cui era necessario ribellarsi, dei tempi in cui bisognava opporsi alla morale cattolica, proporre iniziative nelle sedi di partito, prendere una posizione, lanciarsi nel dibattito come kamikaze imbottiti di ideali. Erano i tempi in cui la cultura era prevalentemente di sinistra, il partito comunista spingeva per l’alfabetizzazione delle masse, inneggiava alla libertà di parola e il capitalismo era un mostro a quattro teste e sei gambe goloso di anime morte. Le anime morte andavano ridestate, consapevolizzate, educate, per questo agli intellettuali, agli scrittori, veniva ancora affidato il ruolo che nell’odierna società dei consumi è stato soppiantato dalla pubblicità. In pochi tuttavia hanno il coraggio di prendersela coi lettori, che in buona sostanza veicolano le sorti del mercato editoriale e dei quali è certamente preferibile avere l’approvazione. Ma se al lettore medio, moderno, importa poco della letteratura, viene da chiedersi perchè i critici non se ne rallegrano ma ne fanno un dramma. Laddove le arti sono soggette alla riproducibilità di massa e il valore delle stesse dipende dal prezzo che impone il mercato, la letteratura rimane ancora uno dei pochi beni di valore che non produce guadagno economico ma spirituale, cui contenuti – stile, aneliti, tensioni, conflitti- non sono riproducibili meccanicamente, cui dignità non è quotabile in borsa. La letteratura rimane ancora uno dei pochi beni di valore apprezzato da una nicchia di pochi ma appassionati estimatori, ed è un sollievo saperlo tanto più prezioso quanto più raro.

25 Marzo

Come da abitudine, anche questa mattina ho pescato dal mazzo dei tarocchi una carta prima di uscire di casa. La carta venuta fuori è l’asso di spade, il fallo del trionfo – si direbbe. Il caso mi vuole vincente in corso a una diatriba, ma non prima di avere sfidato l’avversario a duello. Il caso mi vuole vincente ma si preoccupa di ricordarmi che non sarà una sfida facile. Se voglio assicurarmi il successo, devo lottare e patire. Patire e lottare. Lottiamo, dunque. Vi sfido a duello, caro avversario.
Secondo il Codice Cavalleresco Italiano, aggiornato al 1926, dicesi Gentiluomo, e aggiungerei Gentildonna, colui, colei, che, ‘per una raffinata sensibilità morale, ritenendo insufficienti alla tutela del proprio onore le disposizioni con cui le patrie leggi tutelano l’onore di ogni cittadino, s’impone la rigida osservanza di speciali norme che si chiamano leggi cavalleresche’.
Tali leggi implicano un preciso regolamento. Invito pertanto il mio avversario a trovarsi un padrino e a raccogliere il guanto dell’offesa da me ricevuta, accettando la sfida. L’appuntamento è all’alba, il luogo segreto.
Amico, avrete il coraggio di non colpirmi alle spalle e guardarmi negli occhi mentre vi difendete?

Violin Concerto No. 5 In A Minor, Op. 37

Henri Vieuxtemps, 1861
I. Allegro non troppo
II. Adagio
III. Allegro con fuoco

suonato al violino da Sarah Chang

Spesso è un mare, la musica, che mi prende ogni senso
A un bianco astro fedele,
sotto un tetto di brume o nell’etere immenso,
io disciolgo le vele.

Gonfi come una tela i polmoni di vento,
varco su creste d’onde,
e col petto in avanti sui vortici m’avvento
che il buio mi nasconde.

D’un veliero in travaglio la passione mi vibra
in ogni intima fibra;
danzo col vento amico o col pazzo ciclone
sull’infinito gorgo.

Altre volte bonaccia, grande specchio ove scorgo
la mia disperazione
Baudelaire

17 Marzo

Le pain perdu
Ebbene si, la smania di fotografare il cibo ha contagiato anche me e questo ritratto in foto è il principio del piacere, un intimo momento di gioia consumato a letto stamattina, accompagnato da un infuso di ciliege e cannella, seguito da una sigaretta. Oh yeah.
Per preparare il Pain Perdu occorrono pochi ma straordinari ingredienti:

-Un giorno libero da lavoro, preferibilmente soleggiato
-Un telefono spento
-Un disco di Dick Hyman al pianoforte

Et voilà, le pain perdu è pronto per essere goduto
Chapeau alla gourmet