24 Novembre

Qualcuno lo definisce rincoglionimento, dei più penosi, mentre io sono convinta c’è dell’eroismo nell’ostinazione di chi brama per un amore non corrisposto e soffre le pene del rifiuto. Tanta ostinazione vale a elevare la dignità di chi abbraccia con tenacia gli ideali di una causa già persa in partenza ma per cui vale la pena scomodare l’indifferenza degli dei. Si trattasse di amor proprio, a dire del Duca di La Rochefoucauld il movente di tutte le azioni, o più semplicemente di frustrazione repressa, facilmente ovviabile per mezzo del salvifico chiodoschiacciachiodo, rimedio d’evasione emotiva di sicura efficacia nelle questioni d’amore. Maledetta sarebbe la speranza, sentimento indispensabile alla vita di chi ripone Fede nell’oggetto del proprio amore. L’oggetto del proprio amore diventa allora una terra misteriosa e inesplorata, che risveglia nel nostro eroe, nella nostra eroina, il desiderio di avventura, il capriccio del possesso, la taumaturgia dell’inatteso momento di gioia pura tanto sognato. Lì, in quella terra, il cielo è più terso, l’acqua più cristallina, i frutti più dolci, i colori più accesi. Persino le selve oscure e le notti più buie acquistano di fascino e non incutono nel nostro eroe, nella nostra eroina, la benchè minima paura, il benchè minimo presagio di inquietudine e nostalgia. Pur di conquistare quella terra, i nostri eroi si dicono disposti a rinunciare persino alla propria libertà. Pur riconoscendosi oppressi da un sentimento di perenne negazione, i nostri eroi sanno non avranno pace finchè non verrà loro riconosciuto ciò che avvertono essere un diritto, indispensabile al fine della propria missione, il diritto di essere amati. Quale follia.

Dov’è L’Indiana Bruna

Le 9 del mattino e la voce della Callas risuona nella mia stanza come il cinguettio delicato e insieme vigoroso di un uccellino inquieto e speranzoso a un tempo. Quanta grazia in un pezzo solo. Per misurare il senso tragico di quest’aria interpretata dalla soprano basta alzare il volume e scuotere gli animi dei miei coinquilini, a seconda del grado di sensibilità  più o meno alterati in moti di disperazione e sgomento. E’ comprensibile, in quest’opera Lakmè è appena stata costretta dal padre Nilakantha, un sacerdote indiano, ad attirare con il proprio canto l’attenzione dell’amato Gerald, ufficiale inglese, da lì a poco accoltellato fino alla morte. Orgoglio e pregiudizio. Sciagurata ragazza, giusto del nemico dovevi innamorarti?

Taking It Easy On A Thursday Night PlayList

vynil
Sam Cooke – Twistin’ The Night Away
Wilson Pickett – In the Midnight Hour
Eddie Floyd – Knock On Wood
Otis Redding – Hard To Handle
Marlena Shaw – Let’s Wade In The Water
Esther Phillips – Going Out Of My Head
Marlena Shaw – Loving You Was Like A Party <3
Isley Brothers – Living for the Love of you
The Temptations – Just My Imagination
Marvin Gaye – Lets Get It On

On Memories

Ecco, si. Adesso che ascolto Trenet mi spiace si non avere un amore perduto a cui dedicare questo pezzo da strimpellare malinconicamente davanti a un portone chiuso. A rimanere sarebbe il ricordo di avere imparato a suonare la chitarra appositamente per riconquistarlo.